Nel cuore della Puglia, quando la primavera si annuncia con i primi fiori di mandorlo e l’aria si riempie di profumi agrumati, le famiglie si riuniscono per preparare le cuddure, dolci tradizionali che celebrano la Domenica delle Palme. Questi biscotti intrecciati, decorati con uova sode e profumati all’arancia, rappresentano un simbolo pasquale profondamente radicato nella cultura contadina del Salento e del barese. La loro forma, che richiama una corona o un nido, simboleggia la rinascita e la fertilità. Preparare le cuddure è un gesto d’amore che unisce generazioni, un rituale che trasforma la cucina in un laboratorio di memorie e tradizioni. Oggi vi guiderò passo dopo passo nella realizzazione di questi dolci speciali, svelando i segreti per ottenere un impasto morbido, profumato e perfettamente dorato.
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Il trucco dello chef
Per un profumo ancora più intenso, potete aggiungere all’impasto un cucchiaino di estratto naturale di vaniglia o qualche goccia di aroma di fiori d’arancio. Se preferite una versione più croccante, riducete leggermente la quantità di olio e aumentate il tempo di cottura di cinque minuti. Per conservare le cuddure, riponetele in una scatola di latta a chiusura ermetica: si manterranno fragranti per una settimana. Un segreto della tradizione: alcuni aggiungono all’impasto un cucchiaio di latte per renderlo ancora più morbido.
Abbinamento con bevande dolci
Le cuddure pugliesi, con il loro profumo agrumato e la dolcezza delicata, si abbinano perfettamente a un vino passito come il Moscato di Trani o un Aleatico di Puglia, che esaltano le note di arancia. Per chi preferisce bevande analcoliche, consiglio un tè verde al gelsomino servito tiepido, che bilancia la dolcezza del biscotto con le sue note floreali. Ottima anche una limonata fresca preparata con limoni di Sicilia, che richiama i profumi mediterranei. Durante la colazione, accompagnatele con un caffè d’orzo o un cappuccino schiumoso.
Informazione in più
Le cuddure, chiamate anche scarcelle o panaredde a seconda delle zone della Puglia, affondano le loro radici nelle tradizioni contadine legate ai riti di fertilità primaverili. La forma circolare e l’uovo al centro rappresentano il ciclo della vita e la rinascita della natura dopo l’inverno. Ogni famiglia pugliese custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandata di madre in figlia, con piccole variazioni che rendono ogni cuddura unica. In alcune zone si preparano forme diverse: cuori per le ragazze, cavalli o bambole per i bambini, panieri per le donne sposate. La tradizione vuole che le cuddure vengano regalate ai bambini la Domenica delle Palme, insieme a un ramoscello d’ulivo benedetto. Oggi questi dolci rappresentano un patrimonio gastronomico da preservare e valorizzare.



