Nel cuore della tradizione dolciaria italiana si nasconde un tesoro custodito gelosamente tra le mura dei conventi: il dolce delle monache. Questa preparazione, che affonda le sue radici nella sapienza pasticcera delle suore di clausura, rappresenta un perfetto equilibrio tra semplicità esecutiva e ricchezza di sapore. La ricetta che vi presentiamo oggi permette di ricreare in casa, con ingredienti facilmente reperibili e una procedura accessibile anche ai meno esperti, un dessert dalla texture morbida e dal gusto avvolgente. Caratterizzato da note di mandorla e agrumi, questo dolce conquista al primo assaggio grazie alla sua struttura soffice e al profumo inebriante che si sprigiona durante la cottura. Perfetto per concludere un pranzo domenicale o per accompagnare il caffè del pomeriggio, il dolce delle monache si conserva per diversi giorni mantenendo intatte le sue qualità organolettiche.
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40
facile
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione del burro e degli ingredienti secchi
Iniziate togliendo il burro dal frigorifero almeno 30 minuti prima di cominciare, in modo che raggiunga la temperatura ambiente e diventi morbido. Nel frattempo, setacciate la farina insieme al lievito per dolci in una ciotola: questa operazione, chiamata setacciatura, serve a eliminare eventuali grumi e ad arieggiare la farina, rendendo l’impasto più soffice. Aggiungete le mandorle tritate e mescolate delicatamente con un cucchiaio. Grattugiate finemente la scorza del limone, facendo attenzione a prelevare solo la parte gialla e profumata, evitando la parte bianca che risulterebbe amara.
2. Montatura delle uova con lo zucchero
In una ciotola capiente, versate le uova intere insieme allo zucchero semolato. Utilizzando un frullino elettrico, lavorate il composto per circa 8-10 minuti a velocità media: il risultato finale dovrà essere un composto chiaro, spumoso e voluminoso che, sollevato con le fruste, ricade formando un nastro che impiega qualche secondo a scomparire. Questa fase è fondamentale per incorporare aria nell’impasto e garantire la sofficità del dolce. Aggiungete l’estratto di vaniglia e la scorza di limone grattugiata, mescolando delicatamente.
3. Incorporamento del burro
Tagliate il burro ammorbidito a pezzetti e aggiungetelo al composto di uova montate. Lavorate con il frullino a velocità bassa per circa 2 minuti, fino a quando il burro sarà completamente incorporato e il composto risulterà omogeneo e cremoso. Fate attenzione a non lavorare troppo energicamente per non smontare il composto: i movimenti devono essere delicati ma decisi.
4. Aggiunta degli ingredienti secchi
Aggiungete il pizzico di sale al composto. Ora incorporate gradualmente la miscela di farina, lievito e mandorle: versatene un terzo e mescolate delicatamente con una spatola compiendo movimenti dal basso verso l’alto, poi aggiungete un altro terzo e ripetete l’operazione, infine unite la parte restante. Questo metodo di incorporamento, chiamato mescolamento a mano, preserva l’aria inglobata durante la montatura delle uova e garantisce un risultato finale soffice e ben lievitato. L’impasto finale dovrà essere denso ma morbido, omogeneo e senza grumi.
5. Preparazione dello stampo e cottura
Preriscaldate il forno a 180 gradi in modalità statica. Imburrate generosamente uno stampo da plumcake di circa 24-26 centimetri, quindi infarinate tutte le superfici interne, eliminando l’eccesso capovolgendo e battendo leggermente lo stampo. Questa operazione impedirà al dolce di attaccarsi durante la cottura. Versate l’impasto nello stampo preparato, livellandolo con una spatola. Infornate sul ripiano centrale del forno e cuocete per circa 40 minuti. Per verificare la cottura, inserite uno stecchino al centro del dolce: se esce asciutto o con poche briciole attaccate, il dolce è pronto. Se invece risulta umido, prolungate la cottura di 5 minuti e ripetete la prova.
6. Raffreddamento e decorazione finale
Una volta cotto, estraete il dolce dal forno e lasciatelo riposare nello stampo per 10 minuti: questo passaggio permette alla struttura di stabilizzarsi e facilita lo sformato. Trascorso questo tempo, capovolgete lo stampo su una gratella e lasciate raffreddare completamente il dolce, operazione che richiederà circa un’ora. Quando il dolce sarà completamente freddo, spolverizzatelo abbondantemente con zucchero a velo utilizzando un setaccio fine per una distribuzione uniforme. Il dolce delle monache è ora pronto per essere servito e gustato.
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Per un risultato ancora più profumato, potete sostituire metà delle mandorle tritate con mandorle in polvere finissima, che renderanno la texture del dolce più vellutata. Se desiderate intensificare il sapore di agrumi, aggiungete anche un cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata insieme a quella di limone. Il dolce si conserva perfettamente per 4-5 giorni avvolto in pellicola trasparente o in un contenitore ermetico: il riposo di un giorno lo rende ancora più morbido e saporito. Per una variante più ricca, potete spennellare la superficie del dolce ancora tiepido con un’emulsione di acqua e zucchero, creando una glassa lucida che lo manterrà umido più a lungo.
Abbinamento con vini dolci e bevande aromatiche
Il dolce delle monache, con la sua struttura morbida e il profumo delicato di mandorle e agrumi, si accompagna perfettamente a un Moscato d’Asti leggermente frizzante, la cui dolcezza equilibrata e le note floreali esaltano i sapori del dessert senza sovrastarli. In alternativa, un Passito di Pantelleria offre un contrasto interessante grazie alle sue note di albicocca e miele. Per chi preferisce bevande analcoliche, un tè Earl Grey caldo o un caffè espresso rappresentano scelte classiche e sempre apprezzate. Durante la stagione estiva, una limonata fresca aromatizzata con foglie di menta crea un abbinamento rinfrescante che valorizza le note agrumate del dolce.
Informazione in più
Il dolce delle monache appartiene a quella ricca tradizione di pasticceria conventuale che ha caratterizzato l’Italia per secoli. Nei conventi e nei monasteri, le suore di clausura svilupparono ricette dolciarie raffinate utilizzando ingredienti semplici ma di qualità, spesso prodotti nei loro stessi orti e terreni. Questo dolce, conosciuto con nomi diversi nelle varie regioni italiane, rappresenta un perfetto esempio di come la semplicità degli ingredienti possa trasformarsi in eccellenza grazie alla maestria nella preparazione.
La presenza delle mandorle, ingrediente tipico del Sud Italia e particolarmente della Sicilia, testimonia l’influenza della cultura araba sulla pasticceria italiana medievale. Le mandorle erano considerate un ingrediente prezioso, simbolo di purezza e raffinatezza, perfettamente in linea con la spiritualità della vita conventuale. La tradizione vuole che questo dolce venisse preparato dalle monache in occasione delle festività religiose e offerto come dono ai benefattori del convento.
Oggi il dolce delle monache continua a essere apprezzato per la sua versatilità: può essere gustato a colazione, a merenda o come dessert di fine pasto. La sua preparazione, pur mantenendo i caratteri della ricetta tradizionale, si è adattata ai tempi moderni diventando accessibile anche ai cuochi meno esperti, pur conservando quel sapore autentico che richiama atmosfere antiche e profumi di altri tempi.



